Vai al contenuto
OfferteAI

Spiders chiude: l'industria dei giochi di ruolo perde un'anima

4 min di lettura
  • #Spiders
  • #GreedFall
  • #Nacon
  • #RPG
  • #chiusura studio
  • #industria videogiochi
Spiders chiude: l'industria dei giochi di ruolo perde un'anima

Spiders dice addio: quando il mercato non perdona

C'è una notizia che, nel mare di aggiornamenti quotidiani del mondo videoludico, merita una riflessione più profonda del solito. Lo studio parigino Spiders, creatore della serie GreedFall, starebbe per chiudere i battenti definitivamente. Come riportato da Eurogamer, la società madre Nacon non è riuscita a trovare un acquirente per lo studio, avviando quindi un processo di liquidazione. E tutto questo meno di due mesi dopo che GreedFall: The Dying World aveva lasciato l'early access.

Lasciatemi essere diretto: questa notizia fa male. Non perché Spiders fosse uno studio perfetto — non lo era — ma perché rappresentava qualcosa di sempre più raro nell'industria videoludica odierna: uno sviluppatore europeo di medie dimensioni che provava a fare GDR ambiziosi con budget ridotti, senza la rete di sicurezza di un publisher gigantesco alle spalle.

Chi era Spiders e perché ci importa

Fondato nel 2008 a Parigi, Spiders ha sempre operato in quella zona grigia e affascinante dell'industria: troppo grande per essere considerato un indie puro, troppo piccolo per competere con i colossi come BioWare o CD Projekt Red. I loro giochi — da Bound by Flame a The Technomancer, fino al più riuscito GreedFall del 2019 — hanno sempre avuto quella caratteristica imperfezione artigianale che, paradossalmente, li rendeva umani e riconoscibili.

GreedFall, in particolare, era stato una sorpresa genuina: un RPG con una narrativa coloniale rivista in chiave fantasy, scelte morali interessanti e un comparto artistico ispirato. Non era The Witcher 3, certo, ma non provava nemmeno ad esserlo. E questo era il suo punto di forza.

Il problema si chiama early access

Qui arriviamo al nodo cruciale della vicenda. GreedFall: The Dying World — il sequel del primo capitolo — è uscito dall'early access da pochissime settimane. Pensateci: lo studio viene liquidato mentre il suo ultimo gioco è ancora caldo sul mercato. Questo racconta molto sullo stato di salute finanziaria di Nacon e, più in generale, sulla difficoltà strutturale di monetizzare certi tipi di giochi nel 2026.

L'early access è diventato uno strumento sempre più ambiguo. Nato come modo per finanziare lo sviluppo con il supporto della community, oggi rischia di trasformarsi in un paracadute dell'ultimo minuto per studi già in difficoltà. I giocatori pagano per un prodotto incompleto, contribuiscono al suo sviluppo con feedback e denaro, e poi si ritrovano con uno studio chiuso e un gioco potenzialmente abbandonato. Non è un accusare Spiders in malafede — probabilmente hanno lavorato fino all'ultimo — ma il sistema in sé è malato.

La colpa di Nacon

Sarebbe scorretto scaricare tutto su Spiders. La responsabilità maggiore ricade su Nacon, il publisher e casa madre. Non trovare un acquirente per uno studio con un IP riconoscibile come GreedFall non è semplicemente sfortuna: è un fallimento gestionale. Nel 2026, con il mercato dei GDR narrativi in ottima salute grazie a titoli come Baldur's Gate 3 e la rinascita del genere, c'era sicuramente qualcuno disposto ad acquisire un team esperto con un brand affermato.

La domanda che resta senza risposta è: quanto ci hanno provato davvero? Liquidare uno studio è spesso più veloce e conveniente sul breve termine rispetto a trovare un acquirente, soprattutto quando i conti non tornano. E qui il cinismo dell'industria si mostra in tutta la sua brutalità.

Un pattern che si ripete

Quello di Spiders non è un caso isolato. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla chiusura di decine di studi di medie dimensioni, spesso dopo aver consegnato prodotti discreti o addirittura buoni. Il mercato premia i blockbuster e i live service, e punisce chi prova a stare nel mezzo. I giocatori dicono di volere più varietà, più RPG narrativi, più esperienze uniche — ma poi i numeri di vendita spesso raccontano un'altra storia.

  • Budget contenuti non reggono più i costi di sviluppo moderni
  • I publisher preferiscono la sicurezza dei franchise collaudati
  • L'early access non garantisce più la sopravvivenza di uno studio
  • La community non sempre si trasforma in vendite sufficienti

Cosa perdiamo davvero

Con Spiders non perdiamo solo uno studio. Perdiamo un punto di vista, uno stile, anni di esperienza accumulata da un team che sapeva come costruire mondi RPG con risorse limitate. Quella conoscenza si disperderà: i dev troveranno altri lavori, magari in studi più grandi, e il loro contributo individuale si diluirà in progetti dove la visione artistica è già prestabilita.

È una perdita culturale, prima ancora che economica. E il fatto che avvenga nell'indifferenza quasi totale dell'industria — nessun annuncio ufficiale, nessuna dichiarazione empatica da parte di Nacon al momento della stesura — la rende ancora più amara.

Speriamo almeno che i giocatori che hanno supportato GreedFall: The Dying World in early access ricevano le patch e il supporto che meritano. Sarebbe il minimo sindacale di rispetto verso chi ha creduto nel progetto fino alla fine.

Dove comprare

Ricevi le offerte su Telegram

Una notifica appena un gioco che segui scende di prezzo, niente spam.

Articoli correlati