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News Gaming 24 Maggio: i mod salvano il passato, Destiny 2 fa discutere

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News Gaming 24 Maggio: i mod salvano il passato, Destiny 2 fa discutere

Il meglio (e il peggio) del gaming oggi: mod, nostalgia e addii

Una domenica apparentemente tranquilla sul fronte gaming si rivela, a guardarla bene, ricchissima di spunti. Si parla di community che salvano pezzi di storia videoludica, di fanbase in rivolta, di vecchi classici che non muoiono mai e di piattaforme che si scontrano con la realtà. Ecco le notizie che contano davvero oggi.

Saints Row 2: i modder fanno ciò che Volition non ha mai fatto

Partiamo dalla notizia che, in tutta onestà, merita più attenzione di quanta ne stia ricevendo. Come riportato da PC Gamer, i modder hanno reso finalmente disponibile su PC il DLC esclusivo console di Saints Row 2 del 2009. Sì, avete letto bene: 2009. Ci sono voluti quasi diciassette anni perché i giocatori PC potessero mettere le mani su contenuti che gli utenti console davano per scontati all'epoca di Obama presidente.

Questa notizia dice molto sulla salute dell'industria — o meglio, su certi suoi malanni cronici. Le esclusive temporanee (e non) hanno sempre penalizzato fette di playerbase, e spesso quei contenuti finiscono nel dimenticatoio invece di essere recuperati ufficialmente. Fortunatamente, la community dei modder non dimentica mai. Bless the modders, come si dice in questi casi: i veri archivisti della storia videoludica.

Destiny 2: la guerra delle recensioni su Steam

La fine di Destiny 2 continua a fare rumore. Secondo quanto riportato da Eurogamer, sulla pagina Steam del gioco si sta combattendo una vera e propria battaglia: da un lato i fan delusi che montano una campagna di recensioni negative, dall'altro i sostenitori di Bungie che cercano di tamponare i danni difendendo il lascito del titolo.

È uno spettacolo malinconico, ma anche comprensibile. Destiny 2 ha rappresentato centinaia — in alcuni casi migliaia — di ore di vita per molti giocatori. Vedere uno studio dichiarare la fine del servizio senza un successore annunciato genera un senso di abbandono difficile da digerire. Le review bomb non sono mai la risposta ideale, ma raccontano un sentimento reale di tradimento che Bungie farebbe bene ad ascoltare, qualunque siano i suoi piani futuri.

Diablo 2 è ancora vivo: quasi 2 milioni di warlock in un mese

Mentre i live service moderni arrancano e chiudono, Diablo 2 continua imperterrito a mietere anime. Come segnalato da PC Gamer, in un solo mese i giocatori hanno creato quasi due milioni di personaggi Warlock. Un numero che farebbe invidia a molti titoli usciti nel 2025.

La longevità di Diablo 2 — nella sua versione Resurrected — è uno di quei fenomeni che l'industria dovrebbe studiare invece di inseguire costantemente il modello battle royale o il live service a tutti i costi. Un gioco solido, con profondità meccanica e rigiocabilità genuina, batte qualsiasi battle pass. Lezione imparata? Difficile dirlo, guardando certi annunci degli ultimi anni.

Jackbox si avventura nello stealth: My Arms Are Longer Now

Notizia curiosa e inaspettata: Jackbox Games, nota principalmente per i party game da divano, ha annunciato il suo primo titolo pubblicato esternamente. Si chiama My Arms Are Longer Now e, stando a quanto descritto da PC Gamer, punta a portare aria fresca nel genere stealth, che sinceramente ne ha bisogno dopo anni di stagnazione.

Il titolo è atteso per il 2026 e la premessa creativa sembra promettente. Jackbox che esce dalla comfort zone dei giochi da festa per finanziare qualcosa di più autoriale è un segnale interessante: forse il successo dei party game ha dato al team la libertà economica di scommettere su qualcosa di diverso. Da tenere d'occhio.

The Temple of Elemental Evil: patch a 23 anni dalla release

Chiudiamo con quella che è forse la notizia più emblematica della giornata in termini di dedizione verso i titoli del passato. The Temple of Elemental Evil, CRPG basato su D&D uscito nel 2003, ha ricevuto una nuova patch che aggiunge gli achievement e corregge un bug che impediva di guadagnare XP, come riportato da PC Gamer.

Ventitré anni dopo. Una patch. Per un gioco del 2003. Che riceve ancora supporto nel 2026. Se questo non vi dice tutto sulla differenza tra software che si possiede davvero e servizi che spariscono quando smettono di essere profittevoli, non sappiamo cosa altro aggiungere.

Il filo rosso di oggi

Guardando le notizie di oggi nel loro insieme, emerge un tema ricorrente: il passato videoludico è più vivo che mai, spesso grazie a community appassionate piuttosto che alle aziende stesse. Saints Row 2 recuperato dai modder, Diablo 2 ancora pieno di giocatori, un CRPG del 2003 patchato dopo due decenni. Dall'altra parte, il presente fa i conti con le promesse non mantenute dei live service. È un contrasto che invita a riflettere su cosa significa davvero costruire qualcosa di duraturo nel gaming.

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