News Gaming 17 Giugno: Destiny 2, WoW Camelot e addio Hardline
- #Destiny 2
- #World of Warcraft
- #Battlefield Hardline
- #Bungie
- #Blizzard
- #Steam Next Fest
- #live service

La giornata gaming del 17 giugno: bug benedetti, misteri Blizzard e server spenti
Una giornata densa quella di oggi, con tre notizie che meritano attenzione per ragioni molto diverse tra loro: Bungie che decide consapevolmente di non correggere un bug clamoroso, Blizzard che stuzzica i fan di World of Warcraft con un riferimento misterioso, e l'inevitabile chiusura dei server multiplayer di Battlefield Hardline su console. Andiamo con ordine.
Destiny 2: Bungie dice «fate pure» a un bug da danno quasi infinito
Iniziamo dalla notizia più sorprendente, almeno dal punto di vista della gestione del live service. Bungie ha scoperto un bug in Destiny 2 che permette ai giocatori di infliggere danni enormemente superiori al normale, al limite dell'infinito, e ha deciso deliberatamente di lasciarlo attivo per un'intera settimana. Il messaggio ufficiale è stato lapidario quanto inaspettato: «Fate il vostro».
Come riportato da PC Gamer, i giocatori stanno già approfittando della situazione in modo creativo — incluso il grande classico di calciare i boss giù dai bordi delle mappe. Una scena quasi comica, ma che racconta qualcosa di interessante: Bungie, evidentemente alle prese con una fanbase che ha bisogno di stimoli, preferisce trasformare un errore tecnico in un evento comunitario temporaneo piuttosto che correre ai ripari.
È una mossa rischiosa? Forse. Ma in un periodo in cui i live service faticano a mantenere alta l'attenzione dei giocatori, regalare una settimana di caos controllato ha il suo senso strategico. Il bug verrà corretto, ma nel frattempo la community si diverte — e ne parla. Risultato ottenuto.
World of Warcraft «Camelot»: il WoW Classic Plus si avvicina?
La seconda notizia arriva dal fronte Blizzard e riguarda un riferimento comparso nei file interni di World of Warcraft a un misterioso branch chiamato semplicemente «Camelot». I dataminer e i fan più attenti si sono subito scatenati nelle teorie, e quella più accreditata è che si tratti della prima traccia concreta di un progetto a lungo desiderato: un WoW Classic Plus, ovvero una versione remixata del classico con contenuti nuovi.
Secondo quanto riportato da PC Gamer, l'ipotesi più diffusa è che Blizzard sveli ufficialmente il progetto alla BlizzCon di settembre. Il nome «Camelot» — con tutta la sua iconografia di regno leggendario e gloria perduta — sembra quasi troppo azzeccato per essere casuale quando si parla di un gioco che molti considerano il picco irraggiungibile degli MMO.
Va detto che siamo ancora nel territorio delle speculazioni: un branch interno potrebbe riferirsi a qualunque cosa, da un DLC a un esperimento mai pubblicato. Ma la community di WoW ha imparato ad annusare i segnali, e stavolta l'eccitazione sembra più fondata del solito. BlizzCon non è lontana: aspettiamo.
Battlefield Hardline: cinque giorni alla fine (sui server console)
Chi ancora ogni tanto si lancia su Battlefield Hardline su PlayStation o Xbox ha poco tempo per gli addii. Eurogamer ricorda che i server multiplayer console verranno spenti definitivamente lunedì 22 giugno. Il PC, per ora, non è coinvolto — un dettaglio che lascia aperta almeno una porta.
Hardline è sempre stato lo spin-off più divisivo della serie Battlefield: ambientato in un contesto poliziesco anziché militare, sviluppato da Visceral Games sotto l'ala di EA, fu accolto con scetticismo alla sua uscita nel 2015 e non riuscì mai a costruire una base di giocatori solida. Eppure, come spesso accade con i titoli di nicchia, c'è chi ci ha investito ore e affezione.
La chiusura dei server è una di quelle notizie che non fanno clamore ma che pesano: ogni volta che uno sparatutto multiplayer viene spento, sparisce qualcosa che non può essere recuperato. La campagna single player rimane fruibile, ma il cuore competitivo del gioco — per quanto piccolo fosse — si ferma per sempre. Un promemoria, l'ennesimo, su quanto sia fragile il concetto di proprietà nel gaming moderno.
In breve: roguelike ispirati ai Beyblade e horror a 3 dollari
Tra le altre notizie della giornata, vale la pena segnalare due curiosità dallo Steam Next Fest. La prima: un secondo roguelike ispirato ai Beyblade ha fatto capolino sulla piattaforma Valve, confermando che il 2026 è — apparentemente — l'anno del grande ritorno delle trottole da combattimento come ispirazione ludica. Come nota PC Gamer, chi è cresciuto negli anni 2000 si sente chiamato in causa.
La seconda: Idols of Ash, un horror della durata di circa due ore in cui si scende letteralmente all'Inferno usando un rampino, costa appena tre dollari e ha già accumulato oltre 2.000 recensioni «Overwhelmingly Positive» su Steam. Se cercate qualcosa di breve, intenso e a costo irrisorio, potrebbe essere il vostro prossimo acquisto.
Il quadro generale
La giornata di oggi racconta bene le contraddizioni del mercato videoludico attuale: da un lato i grandi franchise che invecchiano e spengono i server, dall'altro un ecosistema indie su Steam sempre più vivace e sorprendente. Nel mezzo, i live service che cercano di reinventarsi — chi con bug volontariamente lasciati aperti, chi con misteri sapientemente disseminati. Il gaming, nel bene e nel male, non si annoia mai.
Dove comprare
Ricevi le offerte su Telegram
Una notifica appena un gioco che segui scende di prezzo, niente spam.


