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GDC 2026: addio blockchain, Hytale e The Division 2 volano

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GDC 2026: addio blockchain, Hytale e The Division 2 volano

Il GDC 2026 segna la fine di un'era: niente più blockchain

C'è una notizia che, nell'ambiente, ha fatto quasi più rumore di qualsiasi annuncio ufficiale: per la prima volta in anni, al Game Developers Conference 2026 non ci sarà nemmeno un talk dedicato al gaming blockchain o agli NFT. Finita. Archiviata. Come se quei tre anni di hype frenetico non fossero mai esistiti.

Come riportato da PC Gamer, al loro posto è arrivata in massa l'intelligenza artificiale generativa, che domina il programma della conferenza. Il settore si è semplicemente spostato su un altro treno in corsa — e anche qui, la gran parte degli sviluppatori indie non sembra particolarmente entusiasta. Cambia il protagonista del dibattito, ma la diffidenza di fondo resta. È un segnale interessante: l'industria è brava a inseguire le mode, meno brava a capire quando una tecnologia serve davvero ai giocatori.

Hytale: la community come motore di sviluppo (e talent scout)

Nel frattempo, Hytale continua a costruire la sua identità con una filosofia che, almeno sulla carta, suona convincente. Il lead del progetto ha spiegato in un'intervista — ripresa da PC Gamer — perché il team stia investendo così tanto nel supporto al modding: in parte è una scelta creativa, in parte è una strategia di recruiting vera e propria.

'Rende il gioco più grande dello studio. Ci aiuta a scoprire talenti', ha dichiarato il lead. E considerando che lo stesso team assume regolarmente persone provenienti dalla community dei modder, la cosa ha senso. È un circolo virtuoso: più strumenti dai ai creator, più persone brillanti emergono, e alcune di quelle persone finiscono per lavorare direttamente al progetto. Un modello che ricorda da vicino Mojang con Minecraft, e non è certo un paragone casuale.

Hytale è ancora avvolta nel mistero per quanto riguarda la data di uscita, ma ogni dichiarazione del team suggerisce un progetto pensato per durare decenni, non per fare hype e sparire.

The Division 2: sette anni dopo, il record è suo

Parlando di giochi che durano nel tempo, The Division 2 ha fatto qualcosa di straordinario questo weekend: ha battuto il proprio record di giocatori simultanei su Steam, a sette anni dal lancio. Non è un errore di battitura. Sette anni.

Come segnalato da Eurogamer, il picco è arrivato in concomitanza con i festeggiamenti per il decimo anniversario della serie The Division — un evento che evidentemente ha riportato in massa i veterani e attirato nuovi giocatori curiosi. È la dimostrazione che, quando un gioco live service viene curato con costanza, può avere una longevità sorprendente. Ubisoft ultimamente ne ha bisogno: un segnale positivo in un periodo non facilissimo per l'azienda francese.

KOTOR Remake: Saber Interactive rompe il silenzio (di nuovo)

È quasi diventato un appuntamento fisso: ogni qualche mese, Saber Interactive si affaccia per ricordarci che il remake di Star Wars: Knights of the Old Republic è ancora vivo. Questa volta l'ha fatto di nuovo, confermando che il progetto è 'ancora in sviluppo', come riportato da Eurogamer.

Niente trailer, niente screenshot, niente data. Solo la rassicurazione che il gioco esiste. In un certo senso, è quasi rispettoso nei confronti dei fan: meglio una conferma sobria che un silenzio tombale. Ma è anche chiaro che KOTOR Remake è un progetto che ha attraversato anni di turbolenze — il cambio di sviluppatore da Aspyr a Saber, le voci di crisi interne, l'incertezza dell'era Embracer Group. Che il gioco esista ancora è già una notizia. Che sia degno dell'originale è ancora tutto da dimostrare.

Crazy Taxi nel browser: il progetto folle di un coder solitario

Chiudiamo con una storia che scalda il cuore a chiunque ami i videogiochi per quello che sono: qualcuno ha ricreato le mappe urbane dell'era Dreamcast di Crazy Taxi e le ha rese esplorabili direttamente nel browser. Un progetto solitario, nato come 'winter madness project', senza scopo commerciale, solo per il gusto di farlo.

Come raccontato da PC Gamer, il risultato è sorprendentemente fedele all'estetica del classico Sega. In un settore dominato da discussioni su AI, blockchain e live service, c'è ancora chi passa l'inverno a ricostruire una città virtuale del 1999 per puro amore del gaming. Ed è probabilmente la notizia più bella della giornata.

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