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News Gaming 5 Aprile: Star Wars, blockchain e Sony fanno rumore

4 min di lettura
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News Gaming 5 Aprile: Star Wars, blockchain e Sony fanno rumore

Il 5 aprile del gaming: tra Star Wars promettente, blockchain disastrosa e Sony che fa le pulizie di primavera

Una domenica densa di spunti, quella del 5 aprile 2026. Si parla di un gioco di Star Wars che vuole rompere gli schemi narrativi del genere, di un altro capitolo nella saga infinita del fallimento crypto nel gaming, e di Sony che continua la sua crociata contro i giochi spazzatura. Mettiamoci comodi.

Star Wars Zero Company: quando il coraggio paga (forse)

Il progetto di Bit Reactor, sviluppato in collaborazione con Respawn e sotto l'occhio vigile di Lucasfilm, continua ad alimentare curiosità e aspettative. Star Wars Zero Company è un tactical RPG a turni — un genere di nicchia, specialmente in un franchise abituato ad action e sparatutto — e il fondatore dello studio ha voluto ringraziare pubblicamente Lucasfilm e Respawn per aver osato scommettere su qualcosa di diverso, come riportato da PC Gamer.

Ma la notizia forse più interessante riguarda la scrittura del gioco: la narratrice del progetto ha dichiarato apertamente di voler evitare le dinamiche da power fantasy tipiche del genere. Niente romanze centrate sul giocatore, niente protagonista eletto degli dei. Il team vuole attrito reale tra i personaggi, tensioni autentiche, dinamiche di gruppo che non sempre funzionano alla perfezione. Come ha spiegato alla stessa testata, non è un gioco di fantasia personale — e questo, nel panorama dei GDR moderni, è quasi una dichiarazione rivoluzionaria.

Sarà la mossa giusta? Il rischio è di alienare chi cerca il classico protagonismo da Star Wars. Ma se eseguito bene, potrebbe essere esattamente il tipo di storia che questo universo non ha ancora raccontato nei videogiochi. Alta attesa, dunque, con altrettanta cautela.

Blockchain e gaming: ancora una volta, una storia triste

Se c'è una costante nel mondo del gaming degli ultimi anni è questa: ogni volta che qualcuno tenta di mescolare blockchain e videogiochi, i risultati sono quasi sempre disastrosi per chi ci mette i soldi. L'ultimo caso riguarda uno store di giochi blockchain-powered, fondato nientemeno che da Brian Fargo — il veterano dietro Wasteland e Torment — che starebbe per chiudere i battenti, portandosi via anche i giochi già acquistati dagli utenti, come riportato da PC Gamer.

Non è una sorpresa, purtroppo. È l'ennesima dimostrazione che la promessa della blockchain nel gaming — proprietà digitale garantita, permanenza dei contenuti, decentralizzazione — rimane quasi sempre sulla carta. Nella pratica, quando lo store chiude, i giochi spariscono comunque. La tecnologia decentralizzata, gestita da un'azienda centralizzata che fallisce, è semplicemente... inutile. Un monito che speriamo venga ricordato la prossima volta che qualcuno proverà a riproporci lo stesso giochetto con un nome diverso.

Sony ripulisce il PlayStation Store: la guerra allo shovelware continua

Sony non molla. Il colosso giapponese ha avviato un'altra tornata di rimozioni dal PlayStation Store, eliminando i cataloghi di diversi publisher accusati di pubblicare shovelware — ovvero quei giochi sviluppati frettolosamente, senza cura, con l'unico scopo di fare cassa o accumulare trofei facili, come segnalato da Eurogamer.

Tra i nomi colpiti figurano GoGame Console Publisher, VRCForge Studios e Welding Byte. Si tratta di una battaglia che Sony conduce ormai da tempo, ma che continua a essere necessaria: lo store è storicamente più aperto rispetto, per esempio, a quello Nintendo, e questo lo rende un bersaglio appetibile per chi vuole pubblicare titoli di qualità discutibile. La pulizia periodica è benvenuta, anche se solleva domande legittime su come questi titoli riescano a passare i controlli in primo luogo.

Arc Raiders migliora il crafting: ascolto della community o rattoppo tardivo?

Embark Studios ha annunciato modifiche significative al sistema di crafting di Arc Raiders, lo shooter cooperativo che punta a ritagliarsi uno spazio nel competitivo mercato degli extraction shooter. Il problema principale, emerso con forza dal feedback dei giocatori, era la frustrante raccolta di materiali mancanti, come riportato da Eurogamer.

Lo studio ha promesso un sistema più snello, definendo i cambiamenti appena annunciati come solo l'inizio. È un segnale positivo: ascoltare la community e intervenire rapidamente è fondamentale per un gioco di questo tipo. Certo, la domanda è sempre la stessa — perché certi problemi emergono solo dopo il lancio e non durante i playtest? In ogni caso, meglio tardi che mai.

Il tocco di colore della giornata: McDonald's inventa l'anti-AFK

Non potevamo chiudere senza citare la notizia più bizzarra del giorno. McDonald's ha presentato Archie, un dispositivo pensato per mantenere attivo il controller mentre il giocatore si allontana — presumibilmente per mangiare un Big Mac. Il gadget, per ora disponibile solo in Turchia, è chiaramente più un'operazione di marketing che un prodotto serio, ma ha il merito di strappare un sorriso in una giornata altrimenti dominata da notizie piuttosto pesanti, come segnalato da Eurogamer.

E con questo, il cerchio si chiude. Una domenica di aprile che ci ha regalato speranza (Star Wars), delusione (blockchain), necessità (Sony), progressi (Arc Raiders) e un pizzico di assurdo (McDonald's). Il gaming, insomma, non annoia mai.

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