Metal Gear Solid al cinema: ci crederemo quando lo vedremo
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Snake torna al cinema. O forse no. Di nuovo.
Permettetemi di cominciare con una confessione: quando ho letto che Sony aveva annunciato ufficialmente un film tratto da Metal Gear Solid, la mia prima reazione non è stata entusiasmo. È stato un lungo, stanco sospiro. Non perché l'idea sia brutta — anzi, su carta è fantastica — ma perché questo annuncio lo stiamo aspettando, letteralmente, da vent'anni.
Come riportato da PC Gamer, già nel 2006 era Hideo Kojima in persona ad annunciare che una trasposizione cinematografica di MGS era in lavorazione. Da allora, il progetto è passato attraverso mille mani, ha cambiato produttori, sceneggiatori, direzioni creative — e non è mai uscito nulla. Assolutamente nulla. Il silenzio assoluto, rotto ogni tanto da un nuovo annuncio che sapeva di déjà vu.
Vent'anni di false partenze
La storia del film di Metal Gear Solid è, paradossalmente, degna di una sceneggiatura degna della saga stessa: piena di colpi di scena, tradimenti, agenti doppi e missioni che sembrano sempre sul punto di fallire. Kojima ha parlato di un film, poi se n'è andato da Konami nel 2015 in circostanze tutt'altro che serene. Konami ha tenuto i diritti stretti al petto come Snake tiene il suo bandana. E nel mezzo, Hollywood ha imparato — a fatica e con molti disastri — che adattare i videogiochi non è semplice come sembra.
Eppure qualcosa è cambiato nell'ultimo paio d'anni. Film come The Super Mario Bros. Movie e serie come The Last of Us hanno dimostrato che le trasposizioni videoludiche possono funzionare, a patto che ci sia rispetto per il materiale originale e una visione creativa solida. Questo ha probabilmente riacceso l'interesse di Sony, che evidentemente ha deciso che i tempi sono maturi per un nuovo tentativo ufficiale.
Ma questa volta è diverso... o no?
La domanda che tutti si stanno facendo è legittima: perché dovremmo crederci adesso? Sony è una delle major più potenti di Hollywood, ha i diritti, ha i soldi e ha dimostrato con Uncharted di saper portare una proprietà PlayStation sul grande schermo — con risultati discutibili sul piano critico, ma solidi al botteghino. Metal Gear Solid è una saga iconica, con una fanbase globale enorme e una storia ricchissima di materiale narrativo.
Il problema, però, è proprio lì: quale Metal Gear Solid adattano? Il primo capitolo, con Shadow Moses e Revolver Ocelot e i DARPA chief e i codec infiniti? Come si condensa in due ore una storia che richiede decine di ore solo per essere capita a metà? E soprattutto: senza Kojima alla regia creativa, chi garantisce che l'anima della saga — quella filosofia punk, postmoderna, anticonformista — non venga diluita in un action generico con un tipo con una bandana che sussurra in modo evocativo?
Il rischio del film generico
Questo è il mio timore principale. Metal Gear Solid non è solo un gioco d'azione: è una critica al militarismo, alla politica, alla genetica, all'identità. È un'opera che rompe la quarta parete, che prende in giro il giocatore, che fa parlare i personaggi per venti minuti di filosofia prima di sparare un colpo. Hollywood tende a semplificare. Tende a levigare gli spigoli, a rendere tutto più digeribile, più accessibile. E in quel processo di semplificazione, Metal Gear Solid potrebbe perdere esattamente ciò che lo rende unico.
Il confronto con Uncharted torna utile: tecnicamente funziona, visivamente è ok, ma manca completamente dell'anima dei giochi originali. Nathan Drake sul grande schermo è un personaggio qualunque in un action qualunque. Se Snake subisce lo stesso trattamento, sarà una tragedia.
Uno spiraglio di speranza
Detto tutto questo, voglio essere onesto: una parte di me, quella parte che da ragazzo ha passato ore a strisciare nei corridoi di Shadow Moses, vuole che questo film esista. Vuole vedere Big Boss e Liquid Snake su uno schermo enorme, con una colonna sonora epica e sequenze d'azione coreografate alla perfezione. Il potenziale c'è, innegabilmente.
Se Sony ha imparato qualcosa dagli ultimi anni — e se ha la saggezza di coinvolgere persone che amano davvero la saga, magari ascoltando anche Kojima da lontano — potrebbe essere il film di videogiochi più importante del decennio. Ma se invece seguono il solito copione da blockbuster senz'anima, sarà solo un'altra occasione sprecata in una lista già fin troppo lunga.
Conclusione: ottimismo cauto, scetticismo doveroso
Per ora, l'unica cosa sicura è l'annuncio. Niente cast, niente regista confermato, niente data di uscita. Solo Sony che dice 'sì, lo stiamo facendo'. Esattamente come nel 2006. Esattamente come ogni volta nel mezzo.
Io ci credo quando lo vedo. E voi?
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