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Dragon's Dogma 2 rimuove le microtransazioni: troppo tardi?

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Dragon's Dogma 2 rimuove le microtransazioni: troppo tardi?

Capcom fa marcia indietro, ma il danno è già fatto

Ci sono notizie che arrivano con un sapore agrodolce. Quella di oggi riguarda Dragon's Dogma 2: Capcom ha annunciato che il 24 giugno 2026 verrà discontinuata la Deluxe Edition del gioco, e con essa spariranno anche molte delle microtransazioni più contestate dalla community, come riportato da Eurogamer.

In teoria, una buona notizia. In pratica, c'è un problema enorme: stiamo parlando di un gioco uscito nella primavera del 2024. Sono passati più di due anni. Due anni in cui migliaia di giocatori si sono trovati davanti a un sistema di monetizzazione che — per un titolo single player — era semplicemente fuori luogo.

Cosa vendeva Capcom, esattamente?

Per chi non ricordasse la polemica, al lancio Dragon's Dogma 2 fu travolto da critiche feroci non tanto per la qualità del gioco in sé — che era ottima — quanto per la presenza di microtransazioni che vendevano comodità: cristalli per aggiungere punti di respawn, oggetti per modificare l'aspetto del personaggio, persino monete in-game acquistabili con soldi reali.

Tutto questo in un gioco a prezzo pieno, con una struttura narrativa e di gameplay completamente single player. Non c'era un'economia online da bilanciare, non c'era una modalità competitiva da giustificare. Era semplicemente Capcom che testava fino a dove poteva spingere.

La risposta della community fu immediata e durissima. Le recensioni negative su Steam esplosero, i forum si riempirono di critiche, e il nome Dragon's Dogma 2 divenne per settimane sinonimo di greed — la parola che i giocatori anglofoni usano quando uno studio sembra pensare solo al portafoglio.

Due anni dopo, la retromarcia

Ora Capcom fa un passo indietro. Ed è difficile non chiedersi: perché adesso? Le ipotesi sono diverse. Potrebbe essere una pulizia in vista di un aggiornamento importante, magari legato all'arrivo del gioco su Nintendo Switch 2 — piattaforma su cui Dragon's Dogma 2 sembra destinato ad arrivare, stando ai rumor circolanti nelle ultime settimane. Oppure potrebbe essere semplicemente che le microtransazioni non stessero più generando entrate significative, e mantenerle attive aveva più costi reputazionali che benefici economici.

In ogni caso, la decisione va nella direzione giusta. Rimuovere contenuti che avevano trasformato un gioco di ruolo fantastico in un banco di prova per monetizzazione aggressiva è il minimo che uno studio possa fare per recuperare la fiducia dei giocatori.

Il problema sistemico che questa storia ci racconta

Ma fermiamoci un secondo a riflettere sul quadro più ampio. Dragon's Dogma 2 non è un caso isolato. È l'ennesima dimostrazione di una tendenza che l'industria del gaming fatica a scrollarsi di dosso: l'idea che qualsiasi gioco, indipendentemente dal genere o dal modello di business, possa diventare un veicolo per monetizzazione aggiuntiva.

Quello che rende questa storia particolarmente emblematica è il contrasto stridente tra la qualità del prodotto — un action RPG ricco, profondo, con un sistema di classi e di Pedine tra i più originali visti negli ultimi anni — e la scelta di svilire quell'esperienza con acquisti in-app degni di un mobile game free-to-play.

  • I giocatori pagano già il prezzo pieno: non c'è giustificazione per vendere comodità in un single player.
  • La fiducia si costruisce in anni e si perde in giorni: Capcom ha impiegato due anni per correggere un errore che ha condizionato la percezione del gioco al lancio.
  • Le buone notizie tardive restano buone notizie: meglio tardi che mai, ma il messaggio che arriva ai publisher è quello sbagliato se non ci sono conseguenze concrete.

Cosa dovrebbe fare l'industria?

La vera domanda è: questa retromarcia cambierà qualcosa? La risposta onesta è: probabilmente no, almeno non abbastanza. Finché le microtransazioni genereranno profitti significativi durante la finestra di lancio, gli studi continueranno a inserirle. La rimozione arriva sempre dopo, quando il danno reputazionale supera il guadagno economico.

L'unico vero deterrente rimane la pressione dei giocatori — review bombing incluso, per quanto controverso come strumento. Il mercato parla la lingua dei numeri, e se le vendite soffrono a causa di scelte di monetizzazione scorrette, gli studi si adeguano. Come sta facendo Capcom oggi.

Nel frattempo, se non avete ancora giocato Dragon's Dogma 2, sapete che presto potrete farlo in una versione più pulita, senza la tentazione — o la pressione — di aprire il portafoglio ogni volta che il gioco vi mette in difficoltà. Ed è esattamente come dovrebbe essere un gioco single player.

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