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Capcom sogna i sequel: speranze o promesse vuote?

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Capcom sogna i sequel: speranze o promesse vuote?

Capcom torna a parlare del futuro: belle parole o piani concreti?

Ogni tanto, nel mezzo del rumore quotidiano del mondo videoludico, arriva una dichiarazione che riesce a far drizzare le orecchie ai fan di mezzo mondo. Questa settimana è toccato a Capcom, che — come riportato da PC Gamer — ha confermato di stare valutando attivamente sequel, remake e port per alcuni dei suoi franchise più amati: Devil May Cry, Ace Attorney e Dragon's Dogma.

Sulla carta sembra fantastico. Nella pratica, però, vale la pena fermarsi un secondo e ragionare su cosa significhi davvero questa dichiarazione — e soprattutto su quanto valga.

Il contesto: Capcom è in forma smagliante

Partiamo da un dato difficile da ignorare: Capcom negli ultimi anni ha fatto un percorso quasi esemplare nel panorama dei grandi publisher. Da Resident Evil 2 Remake in poi, la casa di Osaka ha dimostrato di saper trattare i propri franchise storici con rispetto, qualità e una certa intelligenza commerciale. Monster Hunter Wilds ha sbancato, Street Fighter 6 è piaciuto quasi a tutti, e persino Devil May Cry 5 — uscito ormai nel 2019 — continua ad essere un punto di riferimento per il genere hack and slash.

Insomma, quando Capcom parla di espandere i propri universi narrativi, lo fa da una posizione di forza. Non è un'azienda che annaspa alla ricerca di idee: è un publisher che può permettersi di scegliere con calma dove investire. E questo, in un certo senso, rende la dichiarazione ancora più interessante — ma anche più ambigua.

Dragon's Dogma: il franchise che merita di più

Se c'è un nome in quella lista che fa battere il cuore più forte, è Dragon's Dogma. Il secondo capitolo, uscito nel 2024, è stato un gioco controverso: tecnicamente imperfetto al lancio, ricco di scelte di design discutibili, eppure capace di trasmettere un senso di avventura e libertà che pochi open world riescono a replicare. Una fanbase appassionata e fedele esiste, e chiede a gran voce continuità.

Il problema è che Dragon's Dogma 2 ha venduto bene, ma non benissimo. Non abbastanza da essere trattato come una priorità assoluta. Un sequel diretto? Un DLC sostanzioso? O semplicemente un port su nuove piattaforme per allargare il pubblico? La dichiarazione di Capcom non chiarisce nulla di tutto questo, e questa vaghezza è esattamente il punto su cui vale la pena essere critici.

Ace Attorney: un franchise dimenticato (ma non da tutti)

Discorso ancora più delicato per Ace Attorney. In Giappone è una serie amatissima, con una community attiva e un seguito generazionale. In Occidente, invece, fatica ancora a trovare il suo posto. L'ultimo capitolo principale — The Great Ace Attorney Chronicles — è arrivato in Europa con anni di ritardo rispetto all'uscita originale giapponese, e molti fan italiani lo hanno scoperto quasi per caso.

Un nuovo capitolo o un remake dei titoli più datati potrebbe essere un'occasione straordinaria per riportare Ace Attorney sotto i riflettori globali. Ma richiede coraggio commerciale: è un genere di nicchia, è fortemente testuale, e dipende tantissimo dalla qualità della localizzazione. Sperare sì, ma con un filo di realismo.

Devil May Cry: qui le aspettative sono altissime

E poi c'è lui: Devil May Cry. Il franchise che in questo periodo è ovunque, anche grazie alla serie animata su Netflix — che tra l'altro ha fatto parlare di sé per un motivo imbarazzante: come riportato da Eurogamer, il colosso dello streaming ha dovuto ritirare del merchandise ufficiale perché aveva scritto male il nome di Vergil. Dettagli, si dirà. Ma rivelatori di quanto certi brand vengano gestiti con superficialità anche quando sono in bella vista.

Per quanto riguarda i giochi, DMC 5 ha chiuso un cerchio narrativo in modo soddisfacente. Un sesto capitolo è tecnicamente possibile, ma serve una direzione chiara. Un remake del primo capitolo, magari col motore RE Engine? Potrebbe essere una mossa intelligente per avvicinare i nuovi giocatori alla saga. Ma anche qui: Capcom non ha detto nulla di concreto.

Il problema delle dichiarazioni vaghe

Ed è qui che sta il nodo centrale di tutta la questione. Capcom ha detto che sta valutando. Ha usato parole come sequel, remake, port, eccetera. È una dichiarazione talmente aperta da poter significare tutto e niente. Nel migliore dei casi, è una conferma che questi franchise sono ancora vivi nelle discussioni interne. Nel peggiore, è gestione delle aspettative dei fan senza alcun impegno reale.

I publisher sanno benissimo che nominare certi titoli genera hype, copertura mediatica e conversazioni sui social. È una strategia comunicativa collaudata. Non sto dicendo che Capcom stia mentendo — anzi, ho buone ragioni per credere che almeno uno di questi progetti sia effettivamente in sviluppo. Ma la differenza tra stiamo pensandoci e eccolo qui è abissale, e i fan lo sanno a proprie spese.

Cosa ci aspettiamo davvero

  • Devil May Cry 6 o un remake del primo capitolo con RE Engine
  • Dragon's Dogma 3 con una direzione tecnica più solida
  • Ace Attorney in un nuovo capitolo con localizzazione simultanea globale

Sono desideri legittimi, supportati da franchise che hanno dimostrato di valere l'investimento. Ma fino a quando Capcom non metterà sul tavolo qualcosa di concreto — un teaser, una data, anche solo un titolo ufficiale — queste parole resteranno quello che sono: speranze alimentate con abilità.

E noi, fan di lunga data, continuiamo ad aspettare. Con fiducia, ma con gli occhi aperti.

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