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Vaunted: quando XCOM incontra Rashomon e cambia tutto

4 min di lettura
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Vaunted: quando XCOM incontra Rashomon e cambia tutto

Un'idea così semplice da sembrare ovvia — eppure nessuno l'aveva ancora fatto

Nel mare infinito di tactical RPG che ogni anno inondano Steam, distinguersi è un'impresa quasi impossibile. Tutti citano XCOM come pietra di paragone, tutti promettono 'scelte significative' e 'combattimenti profondi'. Eppure, ogni tanto, arriva qualcosa che fa alzare un sopracciglio in modo genuino. Vaunted, il titolo d'esordio di Lost Lake Games, è uno di quei casi — e vale la pena parlarne seriamente.

Come riportato da PC Gamer, Vaunted non si limita a prendere in prestito la struttura tattica a turni cara a Firaxis: ci aggiunge una meccanica narrativa ispirata a Rashomon, il celebre film di Akira Kurosawa del 1950 in cui lo stesso evento viene raccontato da prospettive radicalmente diverse, ognuna con la propria 'verità'. Nel gioco, ogni personaggio potrà letteralmente riscrivere la storia dal proprio punto di vista. Non stiamo parlando di dialoghi multipli o di finali alternativi appiccicati alla fine: la riscrittura avviene in corso di partita, cambiando retroattivamente come gli eventi vengono percepiti e ricordati.

Perché questa meccanica è più rivoluzionaria di quanto sembri

Fermiamoci un secondo a riflettere su cosa significhi davvero questa scelta di design. Nei giochi tattici classici, la storia è un pretesto: conta il gameplay, contano le decisioni sul campo di battaglia. La narrativa è spesso un contorno — ben scritto nei casi migliori, ma sostanzialmente separato dall'azione. Vaunted sembra voler abbattere questo muro in modo strutturale.

L'idea che i tuoi personaggi possano avere memorie discordanti degli stessi eventi introduce una dimensione psicologica rarissima nel genere. Chi ha ragione? Chi sta mentendo, anche solo a sé stesso? E soprattutto: che impatto ha tutto questo sulle decisioni tattiche future? Se un personaggio 'ricorda' una battaglia in modo diverso, cambiano le sue motivazioni, le sue abilità, la sua lealtà verso il gruppo?

Sono domande che un tactical RPG tradizionale non si pone nemmeno. E il fatto che uno studio all'esordio stia alzando così tanto l'asticella è, al tempo stesso, entusiasmante e leggermente preoccupante.

Il rischio del concept troppo ambizioso

Parliamoci chiaro: la storia dei videogiochi è lastricata di idee brillanti naufragate nell'esecuzione. Un sistema narrativo così complesso — in cui la storia è fluida, soggettiva e riscrivibile — richiede una quantità enorme di scrittura, di testing e di bilanciamento. Per uno studio alla prima opera, si tratta di una scommessa enorme.

Detto questo, l'aggiunta della modalità real-time come alternativa al classico turno per turno suggerisce che Lost Lake Games ha anche una certa consapevolezza del mercato. Offrire entrambe le opzioni è una scelta pragmatica: non aliena i fan hardcore del tattico classico, ma apre le porte a un pubblico più ampio che magari trova il turn-based troppo lento o cerebrale.

Cosa ci aspettiamo da Vaunted

  • Una narrativa davvero reattiva, non solo cosmetica: il punto di forza deve essere che le riscritture abbiano conseguenze meccaniche reali, non solo estetiche.
  • Personaggi profondi e credibili: la meccanica di Rashomon funziona solo se ci importa abbastanza dei personaggi da voler capire la loro versione dei fatti.
  • Un bilanciamento solido tra le due modalità di combattimento, senza che una delle due risulti chiaramente superiore o relegata a semplice 'modalità facile'.

Il momento giusto per un gioco del genere

C'è anche un discorso più ampio da fare sul contesto in cui Vaunted arriva. Il genere tattico sta vivendo una fase di relativa stagnazione creativa: XCOM 2 ha ormai quasi dieci anni, e i tentativi di raccogliere il suo testimone — da Phoenix Point a Mario + Rabbids — non hanno mai davvero ridefinito le regole del gioco. Baldur's Gate 3 ha dimostrato che il pubblico è pronto a investire emotivamente in sistemi complessi, a patto che la narrativa sia all'altezza. Vaunted sembra muoversi esattamente in quella direzione.

Non sappiamo ancora quando uscirà, quanto costerà, né se Lost Lake Games riuscirà a mantenere le promesse di un concept così ambizioso. Ma in un panorama dove troppi giochi si assomigliano e si accontentano di iterare su formule collaudate, l'audacia di questo progetto merita rispetto — e attenzione.

Teniamo d'occhio questo titolo. Potrebbe essere una delle sorprese più interessanti dei prossimi mesi.

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