Vai al contenuto
OfferteAI

Star Wars Eclipse: Quantic Dream sta affondando in diretta

4 min di lettura
  • #Star Wars Eclipse
  • #Quantic Dream
  • #licenziamenti gaming
  • #Lucasfilm Games
  • #sviluppo videogiochi
Star Wars Eclipse: Quantic Dream sta affondando in diretta

Un gioco che potrebbe non vedere mai la luce

C'è una storia che si sta consumando in questi giorni nell'industria videoludica e che merita molto più spazio di quanto stia ricevendo. Star Wars Eclipse, il progetto open-world di Quantic Dream annunciato con enorme clamore nel 2021, sta attraversando una crisi che potrebbe risultare fatale. I lavoratori dello studio in sciopero hanno lanciato un avvertimento inequivocabile: se i piani di licenziamento andranno avanti, il gioco letteralmente non potrà essere completato. Lo riportano sia Eurogamer che PC Gamer, e la situazione è più grave di quanto si potesse immaginare.

I numeri di un disastro annunciato

Parliamo di 115 sviluppatori a rischio in uno studio che già secondo le stesse voci interne soffre di una grave carenza di personale. Non è un dettaglio marginale: Quantic Dream non è Rockstar Games o CD Projekt, non ha migliaia di dipendenti su cui redistribuire il peso. Perdere oltre cento figure professionali in un colpo solo su un progetto ambizioso come un open-world ambientato nell'universo di Star Wars equivale, con tutta probabilità, a firmarne il certificato di morte.

La cosa che mi colpisce di più, però, non è la notizia in sé — purtroppo i licenziamenti di massa nel gaming sono diventati una costante dolorosa degli ultimi anni. Quello che fa riflettere è il coraggio dei lavoratori in sciopero nel dire pubblicamente quello che i dirigenti non ammetteranno mai: senza di loro, il prodotto non esiste. È una verità scomoda che l'industria tende a nascondere dietro comunicati stampa patinati e dichiarazioni di visione strategica.

Quantic Dream e il salto nel vuoto dell'open world

Bisogna anche contestualizzare cosa significa questo progetto per lo studio francese. David Cage e soci hanno costruito la loro reputazione su esperienze narrative lineari e ultra-controllate: Heavy Rain, Beyond: Two Souls, Detroit: Become Human. Giochi con una visione registica precisa, dove ogni singola variabile narrativa è calibrata. Saltare direttamente a un open-world ambientato in una delle IP più complesse e amate della storia del cinema è, oggettivamente, un salto enorme.

Non è una critica alla loro ambizione — anzi, in un'industria dove troppi studi si ripetono all'infinito, provare qualcosa di nuovo è encomiabile. Ma l'ambizione deve essere supportata dalle risorse. E qui emerge il paradosso più amaro: come si annuncia un gioco open-world di questa portata senza avere le risorse per svilupparlo? Chi ha preso quella decisione deve rispondere di questa incongruenza.

Il problema strutturale che nessuno vuole affrontare

Questa vicenda è l'ennesimo sintomo di un problema sistemico che affligge l'industria videoludica contemporanea. Gli annunci vengono fatti per ragioni di marketing e investor relations, spesso anni prima che la produzione raggiunga una fase matura. Nel frattempo, gli sviluppatori — le persone reali, con famiglie e mutui — vengono assunti, formati, e poi tagliati quando i conti non tornano o quando le priorità aziendali cambiano.

  • I lavoratori pagano sempre il prezzo più alto delle scelte strategiche sbagliate dei vertici
  • Le IP di valore vengono annunciate troppo presto per generare hype senza una reale roadmap di sviluppo
  • Gli investitori e i publisher premono per risultati che i team non possono garantire con organici ridotti

Nel caso specifico, va ricordato che Lucasfilm Games è coinvolta nel progetto. Disney non è nota per la sua pazienza quando si tratta di proprietà intellettuali preziose come Star Wars. Questo aggiunge un ulteriore livello di pressione su uno studio che, stando alle testimonianze dirette dei suoi stessi dipendenti, è già al limite.

Cosa succederà ora?

Le possibilità sono sostanzialmente tre. La prima: Quantic Dream trova un accordo con i lavoratori, riduce i tagli e trova finanziamenti aggiuntivi per portare avanti il progetto. La seconda: i licenziamenti procedono, la produzione si blocca di fatto, e Star Wars Eclipse diventa uno dei tanti fantasmi dell'industria — annunciato, mai pubblicato. La terza, forse la più realistica: un altro publisher o un altro studio subentra, acquisendo il progetto o lo studio stesso.

Quest'ultima ipotesi non sarebbe necessariamente negativa per il gioco, ma per i 115 sviluppatori a rischio cambierebbe ben poco. E questa è la tragedia vera di tutta la vicenda.

Star Wars Eclipse merita di esistere. Ma soprattutto, i centoquindici sviluppatori che rischiano il posto meritano di tenere il loro lavoro. Speriamo che qualcuno con potere decisionale stia leggendo le stesse notizie che stiamo leggendo noi.

Dove comprare

Ricevi le offerte su Telegram

Una notifica appena un gioco che segui scende di prezzo, niente spam.

Articoli correlati