News Gaming 8 Luglio: Xbox nel caos, layoff e accessibilità
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Xbox in caduta libera: i licenziamenti non smettono di far rumore
Se nei giorni scorsi avevamo parlato della fine di id Software e Obsidian come li conoscevamo, oggi la situazione attorno a Microsoft e Xbox continua a peggiorare. Le conseguenze dell'ondata di licenziamenti che ha colpito l'ecosistema Xbox si fanno sempre più chiare, e ogni ora che passa emergono nuovi dettagli che dipingono un quadro davvero preoccupante per il futuro del gaming targato Redmond.
ZeniMax Online Studios: metà studio sparita nel nulla
Tra le vittime più pesanti dei tagli figura ZeniMax Online Studios, il team dietro Elder Scrolls Online. Secondo quanto riportato da PC Gamer, lo studio avrebbe perso circa la metà dei propri dipendenti in un solo giorno. Un ex designer del gioco ha commentato la situazione con parole che fanno riflettere: sostanzialmente ha ammesso che non c'è più nessuno e che ormai non si può tornare indietro.
È una di quelle frasi che gelano il sangue. ESO è un MMO ancora attivo, con una community fedele che paga abbonamenti e acquista espansioni. Cosa succede adesso a quel gioco? Chi lo manterrà? Le domande restano aperte e Microsoft non ha ancora fornito risposte concrete.
L'accessibilità sacrificata sull'altare dei tagli
Uno degli aspetti più controversi di questa tornata di licenziamenti riguarda l'accessibilità. Microsoft negli ultimi anni si era distinta positivamente proprio per le sue iniziative inclusive — dall'Xbox Adaptive Controller ai numerosi programmi dedicati ai giocatori con disabilità. Era, oggettivamente, uno dei pochi punti di luce in casa Redmond.
Ebbene, come segnala PC Gamer, i tagli hanno colpito proprio i responsabili di queste iniziative. Figure chiave del team accessibilità sono stati licenziati, e questo mette seriamente in dubbio la continuità dei programmi che avevano reso Xbox un modello per l'intera industria. Tagliare proprio qui — in un'area dove avevi conquistato rispetto e credibilità — è una scelta che lascia davvero senza parole.
La CEO Asha Sharma scarica le colpe su Phil Spencer
Nel mezzo del caos, la nuova CEO di Xbox Asha Sharma ha rilasciato dichiarazioni che suonano come una critica velata alla gestione precedente. Senza citare esplicitamente Phil Spencer, ha affermato che Xbox si è ritrovata in difficoltà perché ha trascurato il proprio core business, espandendosi troppo in troppe direzioni contemporaneamente. Come riportato da PC Gamer, la frase chiave è stata: 'We simply spread ourselves too thin' — ci siamo semplicemente dispersi troppo.
È un'ammissione significativa. La strategia di acquisizioni massive portata avanti da Spencer — Bethesda, Activision Blizzard e tutto il resto — viene ora implicitamente indicata come una delle cause di questa debacle. Il problema è che a pagarne il prezzo non sono i dirigenti, ma migliaia di sviluppatori che hanno perso il lavoro.
Persino Bernie Sanders si è fatto sentire
La portata mediatica di questi licenziamenti ha superato i confini del gaming. Il senatore americano Bernie Sanders ha pubblicamente espresso la propria indignazione per i tagli Xbox, come riportato da PC Gamer, criticando sia i licenziamenti sia gli aumenti di prezzo che Microsoft ha recentemente applicato ai propri prodotti e servizi. Quando un senatore degli Stati Uniti inizia a parlare di videogiochi in questi termini, vuol dire che la questione ha raggiunto una dimensione che va ben oltre l'industria dell'intrattenimento.
Nel frattempo, il mondo va avanti
Non tutto il gaming brucia, ovviamente. Sul fronte dei giochi, Subnautica 2 si prepara a introdurre la possibilità di stordire i pesci — non ucciderli, sia chiaro, solo stordirli — in un aggiornamento imminente, secondo PC Gamer. Una piccola notizia leggera in una giornata altrimenti pesante.
Desta invece curiosità The Blood of Dawnwalker, il nuovo RPG vampiresco su cui i redattori di PC Gamer hanno avuto modo di mettere le mani per quattro ore. Il giudizio preliminare è ambivalente: il titolo prende moltissimo da The Witcher 3, nel bene e nel male, e resta da capire se saprà costruire una propria identità nel lungo periodo.
Conclusione: una crisi sistemica, non un incidente isolato
Quello che stiamo vivendo con Xbox non è un momento di difficoltà passeggero. È il risultato di anni di scelte strategiche discutibili, di un'espansione caotica che non ha prodotto i frutti sperati e di una gestione che ha privilegiato le acquisizioni alla cura dei talenti interni. Le persone che hanno perso il lavoro in questi giorni — designer, sviluppatori, responsabili dell'accessibilità — sono le vere vittime di questa storia. E la community gamer ha tutto il diritto di essere arrabbiata.
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