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News Gaming 25 Giugno: Bungie a pezzi, Deltarune esplode e Xbox trema

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News Gaming 25 Giugno: Bungie a pezzi, Deltarune esplode e Xbox trema

Una giornata nera per l'industria, luminosa per gli indie

Il 25 giugno 2026 sarà ricordato come uno dei giorni più duri della recente storia del gaming. Da un lato, Bungie implode in diretta davanti a tutta la community. Dall'altro, un piccolo RPG indipendente dimostra che i videogiochi sanno ancora emozionare. Ecco tutto quello che è successo oggi.

Bungie: non un licenziamento, una demolizione

Le notizie che arrivano da Seattle fanno male. Come riportato da PC Gamer, i licenziamenti in casa Bungie hanno raggiunto proporzioni devastanti: il team che lavorava attivamente su Destiny 2 sarebbe stato quasi interamente azzerato. Non stiamo parlando di qualche decina di persone, ma di un'intera generazione di sviluppatori che hanno costruito uno dei franchise multiplayer più importanti degli ultimi dieci anni.

Le reazioni di chi lavora — o lavorava — nel settore sono di puro sgomento. Molti ex dipendenti stanno affrontando la situazione con una dignità ammirevole, ma la sostanza non cambia: un patrimonio enorme di competenza e creatività è stato spazzato via in un colpo solo. Sony, che ha acquisito Bungie nel 2022 per 3,6 miliardi di dollari, si ritrova adesso con un asset svuotato dall'interno.

Come se non bastasse, nel pieno di questa tragedia lavorativa, l'account ufficiale della Casa Bianca su X ha pensato bene di pubblicare un meme ispirato a Destiny 2, citando bombardieri B2 e livelli di potenza, come segnalato ancora da PC Gamer. Un gesto di un'insensibilità difficile da commentare senza alzare la voce.

Deltarune: quando gli indie battono tutti

In netto contrasto con il clima pesante che circonda i grandi studi, arriva una notizia che scalda il cuore. Il Capitolo 5 di Deltarune — il progetto di Toby Fox, lo stesso autore di Undertale — ha fatto il suo debutto su Steam raccogliendo quasi 300.000 giocatori contemporanei, come confermato da PC Gamer. Un numero straordinario per un gioco sviluppato da un piccolo team, quasi interamente distribuito in forma gratuita.

E la ciliegina sulla torta: il Capitolo 6 è già confermato per il 2027. Fox continua a costruire il suo universo a proprio ritmo, senza publisher che premono, senza live service da sostenere, senza tagli al personale. Deltarune è la dimostrazione vivente che esiste ancora un modello alternativo — e che funziona benissimo.

Xbox e Compulsion Games: il prossimo domino?

Il vento gelido dei licenziamenti potrebbe presto soffiare anche su Microsoft. Secondo quanto riportato da PC Gamer, numerosi dipendenti di Compulsion Games — lo studio canadese autore di We Happy Few e più di recente di South of Midnight — hanno iniziato a segnalare la propria disponibilità lavorativa sui social. Non si tratta ancora di licenziamenti ufficiali, ma il pattern è ormai tristemente riconoscibile a chiunque segua l'industria.

Il timing è significativo: South of Midnight è uscito da pochi mesi come esclusiva Xbox, con recensioni nella media e una ricezione del pubblico tiepida. Se Microsoft stesse già pensando di ridimensionare lo studio, sarebbe l'ennesimo segnale che il colosso di Redmond non ha ancora trovato una strategia coerente per valorizzare i talenti che ha acquisito negli anni.

Kingdom Come 2 a 24 dollari: offerta da non perdere

Su un tono decisamente più leggero, lo Steam Summer Sale regala un'occasione concreta. Kingdom Come: Deliverance 2, eletto GOTY 2025 da PC Gamer, è disponibile con il 60% di sconto, portando il prezzo intorno ai 24 dollari, come segnalato da PC Gamer. Warhorse Studios ha anche aggiunto una quest gratuita per l'occasione. Se avete rimandato l'acquisto fino ad ora, questo è il momento giusto.

Wildgate chiude lo sviluppo: un altro live service che capitola

Infine, un'altra piccola storia che racconta molto sull'industria attuale. Wildgate, lo sparatutto spaziale di Moonshot Games, interromperà lo sviluppo attivo dopo il prossimo aggiornamento — a un solo anno dal lancio. La buona notizia, se così si può chiamare, è che i server resteranno online e non sono previsti licenziamenti, come confermato da PC Gamer. Un epilogo dignitoso per un gioco che non è riuscito a trovare il suo pubblico in un mercato saturo di proposte simili.

Il quadro generale

La giornata di oggi fotografa con brutale chiarezza le contraddizioni del gaming nel 2026. I grandi studi bruciamo talenti e soldi in proporzioni assurde, mentre i piccoli creatori indipendenti raccolgono centinaia di migliaia di giocatori con passione genuina. Non è una novità, ma ogni volta che la distanza tra questi due mondi si fa più evidente, vale la pena fermarcisi sopra.

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