Genshin Impact spiava le voci dei giocatori per l'IA: uno scandalo annunciato

Il silenzio vale più di mille parole — soprattutto se quelle parole le stai raccogliendo di nascosto
C'è una storia che circola da qualche giorno nel mondo del gaming e che, stranamente, non ha ricevuto tutta l'attenzione che meriterebbe. La privacy policy di Genshin Impact conteneva una clausola piuttosto inquietante: i dati vocali degli utenti — le comunicazioni in-game, le chat vocali — potevano essere utilizzati da HoYoVerse per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Come riportato da Eurogamer, la clausola era presente nell'informativa aggiornata a gennaio 2026 e successivamente rimossa in silenzio, senza alcun comunicato ufficiale.
Nessun annuncio. Nessuna spiegazione. Solo una riga che sparisce come se non fosse mai esistita.
Il problema non è solo tecnico: è una questione di fiducia
Capisco che nell'era dell'intelligenza artificiale ogni azienda tech stia cercando dati da cui attingere per migliorare i propri modelli. È una corsa globale e frenetica. Ma c'è una differenza enorme tra raccogliere dati in modo trasparente, con consenso esplicito, e inserire una clausola nascosta in un documento legale che quasi nessuno legge davvero.
Pensateci: quanti di voi, lanciando Genshin Impact per la prima volta — o dopo un aggiornamento — hanno letto con attenzione ogni singola riga della privacy policy? Esatto. Nessuno. O quasi. Ed è proprio su questa distrazione collettiva che certe pratiche fanno leva.
HoYoVerse non è l'unica azienda ad aver fatto qualcosa del genere, sia chiaro. Ma il contesto conta. Genshin Impact ha una base di utenti enorme, composta in buona parte da giocatori giovanissimi. L'idea che le loro voci potessero essere registrate e usate per addestrare una IA — senza un consenso chiaro e consapevole — dovrebbe far riflettere.
La rimozione silenziosa è la parte più grave
Potremmo quasi passarci sopra se HoYoVerse avesse risposto con trasparenza: un comunicato, delle scuse, una spiegazione su come verranno gestiti i dati già raccolti. Invece? Silenzio totale. La clausola è stata semplicemente eliminata, come se bastasse far sparire la prova per cancellare il problema.
Questa è la parte che trovo più preoccupante. Non la clausola in sé — per quanto discutibile — ma la gestione della crisi. O meglio, la totale assenza di una gestione. È un approccio che comunica una cosa molto precisa agli utenti: speriamo che non se ne accorga nessuno.
E in effetti, per qualche giorno ha funzionato. La notizia ha circolato negli ambienti più attenti, ma non ha ancora raggiunto la massa di giocatori casual che ogni giorno aprono il gioco per fare le loro dailies senza preoccuparsi di policy legali.
Il più grande problema del gaming moderno: la privacy è diventata negoziabile
Quello che sta emergendo negli ultimi anni è un pattern preoccupante nell'industria videoludica. I giochi — soprattutto i live service come Genshin Impact — non sono più semplici prodotti di intrattenimento. Sono ecosistemi digitali che raccolgono dati in continuazione: comportamenti, acquisti, sessioni di gioco, e ora anche voci.
Non sto dicendo che HoYoVerse stia costruendo un sistema di sorveglianza. Ma sto dicendo che la direzione in cui si sta muovendo l'industria richiede una consapevolezza molto maggiore da parte dei giocatori e, soprattutto, una regolamentazione più chiara da parte delle istituzioni.
- Le clausole nei ToS devono essere scritte in modo comprensibile, non in legalese progettato per scoraggiare la lettura.
- Il consenso deve essere esplicito, non sepolto in un documento di 40 pagine.
- Le modifiche alla privacy policy devono essere comunicate attivamente, non solo pubblicate in silenzio su una pagina web.
Cosa dovrebbero fare i giocatori?
La risposta onesta è: informarsi. Lo so, è noioso. È l'ultima cosa che si vuole fare dopo una giornata di lavoro, quando si vuole solo esplorare il nuovo aggiornamento di Genshin. Ma episodi come questo ci ricordano che dietro ogni schermata di login c'è un contratto, e che quel contratto può cambiare in qualsiasi momento.
Nel frattempo, sarebbe bello vedere le community di giocatori — spesso capaci di organizzarsi in modo straordinario per protestare contro i nerf dei personaggi preferiti — convogliare parte di quella energia verso questioni che contano davvero, come la tutela dei propri dati personali.
HoYoVerse ha rimosso la clausola. Ma le domande restano: quanti dati sono già stati raccolti? Verranno eliminati? Saranno usati in qualche forma? Finché non ci sarà una risposta ufficiale, il beneficio del dubbio si assottiglia sempre di più.
📱 Seguici su Telegram
Non perderti nessuna offerta! Ricevi notifiche in tempo reale sulle migliori offerte gaming.



