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Nightreign è morto, evviva Nightreign: il modding ci salva ancora

4 min di lettura
  • #Elden Ring Nightreign
  • #FromSoftware
  • #modding
  • #Dark Souls 2
Nightreign è morto, evviva Nightreign: il modding ci salva ancora

Quando il publisher molla, la community raccoglie

C'è qualcosa di profondamente ironico, e allo stesso tempo malinconico, nella storia che sta circolando in queste ore: Elden Ring Nightreign viene dato per morto, ma un manipolo di modder si rifiuta di accettare il verdetto. Come riportato da PC Gamer, uno di questi appassionati ha addirittura portato un'intera zona DLC di Dark Souls 2 dentro lo spin-off roguelike di FromSoftware, trasformandola in una mappa giocabile.

Il verbo scelto dalla fonte originale, 'dabbing on its corpse', rende bene l'idea: non è un semplice tributo, è quasi una presa in giro nei confronti di chi ha deciso di staccare la spina troppo presto. E qui sta il punto che vale la pena analizzare con più attenzione di quanto normalmente si faccia con queste notizie di colore.

Nightreign: nato vecchio o ucciso troppo presto?

Nightreign non era certo il titolo più chiacchierato dell'anno, ma rappresentava comunque un esperimento interessante: prendere la formula di Elden Ring e trasformarla in un'esperienza roguelike multiplayer, pensata per sessioni rapide e rigiocabili all'infinito. Sulla carta, un'idea potenzialmente longeva. Nella pratica, sembra essersi consumata rapidamente, complice probabilmente una curva di contenuti che non ha retto il passo delle aspettative dei giocatori più hardcore.

Ed è qui che la faccenda si fa interessante dal punto di vista industriale. Quando un gioco multiplayer-centrico perde la sua community organica, il publisher ha sostanzialmente due strade: investire ulteriormente per rianimarlo, oppure lasciarlo scivolare nel dimenticatoio. FromSoftware, notoriamente, non è mai stata famosa per il supporto post-lancio aggressivo tipico dei live-service moderni. E i risultati, a quanto pare, si vedono.

Il modding come atto di resistenza (e di critica)

Quello che i modder stanno facendo con Nightreign non è solo un esercizio tecnico fine a se stesso. È, a tutti gli effetti, un atto politico nei confronti dello sviluppatore. Prendere contenuti da un altro capitolo del franchise, come una zona DLC di Dark Souls 2, e infilarli a forza in un gioco che il publisher sembra aver abbandonato, è un modo per dire: 'voi non ci credete più, ma noi sì'.

Non è la prima volta che assistiamo a questa dinamica. Basti pensare a titoli come Skyrim, Fallout: New Vegas o persino Cyberpunk 2077 nei suoi primi, difficili mesi di vita: la community dei modder ha spesso agito da stampella, riempiendo vuoti che gli sviluppatori non avevano tempo, budget o volontà di colmare. Ma nel caso di Nightreign c'è una differenza sostanziale: qui non si tratta di aggiungere contenuti a un'esperienza single-player longeva, bensì di tenere artificialmente in vita un ecosistema multiplayer che, per sua natura, ha bisogno di una massa critica di giocatori attivi per funzionare davvero.

Un problema più grande del singolo gioco

La domanda che dovremmo porci, da appassionati e osservatori del settore, è se questo fenomeno sia sintomo di un problema più ampio. Sempre più publisher lanciano titoli multiplayer con grandi ambizioni, salvo poi abbandonarli al primo segnale di calo dell'engagement, senza dare il tempo necessario alla community di consolidarsi. Nightreign, in fondo, è solo l'ultimo esempio di una lunga lista.

  • Investimenti iniziali imponenti, supporto post-lancio ridotto al minimo
  • Community affezionata lasciata sola a gestire l'eredità del gioco
  • Modding come unica vera forma di 'live service' rimasta

Personalmente, trovo ammirevole la dedizione di questi modder, ma allo stesso tempo un po' amaro il contesto in cui operano. Non dovrebbe essere compito della community sopperire alle mancanze di un publisher con le tasche piene come FromSoftware/Bandai Namco. Il rischio, altrimenti, è normalizzare l'idea che i giochi multiplayer siano prodotti usa e getta, destinati a sopravvivere solo grazie alla buona volontà di qualche smanettone armato di pazienza e strumenti di modding.

Cosa ci aspetta ora

Difficile dire se questa mod dedicata a Dark Souls 2 basterà a riportare l'attenzione su Nightreign, o se resterà l'ennesimo fuoco d'artificio destinato a spegnersi in fretta. Quello che è certo è che il messaggio lanciato dalla community è forte e chiaro: c'è ancora interesse, c'è ancora voglia di giocare, manca solo qualcuno disposto ad ascoltare. Sta a FromSoftware decidere se cogliere l'assist o lasciare che sia, ancora una volta, il modding a fare il lavoro sporco.

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