Diablo 4: la Season of Death Awakening è un passo indietro
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Blizzard, cos'hai combinato?
C'è qualcosa di profondamente frustrante nel guardare uno studio di alto livello prendere una formula vincente e poi... abbandonarla nel giro di una stagione. È esattamente quello che sembra stia succedendo con Diablo 4 e la sua nuova Season of Death Awakening, e la community lo ha notato eccome.
Facciamo un passo indietro. Quando Lord of Hatred uscì come espansione, fu una piccola rivoluzione silenziosa. Blizzard aveva finalmente capito cosa volevano i giocatori: più densità di contenuti, una progressione del personaggio appagante, un loop di gameplay che non si sgretolasse dopo le prime ore. L'espansione trasformò Diablo 4 da gioco controverso a uno dei migliori action-RPG sul mercato, come ha sottolineato anche PC Gamer nella sua analisi. Un recupero d'immagine clamoroso, considerando il lancio burrascoso del 2023.
Il problema con Death Awakening
Allora cosa è andato storto? La Season of Death Awakening sembra costruita su principi completamente diversi rispetto a ciò che aveva risollevato le sorti del gioco. Invece di capitalizzare sulle meccaniche di progressione profonda introdotte con Lord of Hatred, la nuova stagione sembra fare un passo di lato — o peggio, indietro — puntando su elementi di contorno che non aggiungono sostanza all'esperienza.
Il cuore del problema è strutturale: le stagioni di Diablo 4 sono state da sempre un campo minato. Il modello live-service richiede contenuti costanti, ma la qualità non può essere sacrificata in nome della cadenza. Quando un'espansione come Lord of Hatred innalza l'asticella in modo così netto, la stagione successiva deve quantomeno mantenerla. Invece, quella sensazione di costruire un personaggio potente e coinvolto, di sentire il peso di ogni scelta di build, sembra evaporata.
Il paradosso delle stagioni
C'è un paradosso intrinseco nel modello stagionale dei live-service RPG: ogni nuova stagione deve essere abbastanza fresca da giustificare il ritorno dei veterani, ma abbastanza coerente da non alienare chi aveva amato la struttura precedente. Blizzard sembra aver puntato tutto sulla novità estetica — il tema della morte, la narrativa stagionale — senza però toccare le fondamenta meccaniche che avevano reso Lord of Hatred una svolta.
È un errore che abbiamo già visto altrove. Path of Exile, il grande concorrente, gestisce le sue leghe con una cura maniacale per il feedback della community: ogni stagione introduce sistemi che si integrano organicamente con il core del gioco. Blizzard, invece, sembra operare in compartimenti stagni, dove l'espansione e le stagioni vengono sviluppate da team che parlano poco tra loro.
La community non perdona
I giocatori più accaniti di Diablo 4 — quelli che misurano le ore di gioco in centinaia, che teorycraftano build per settimane — sono stati i primi a reagire. I forum di Reddit e i canali Discord dedicati sono esplosi di critiche, e il tono generale non è quello della delusione passiva, ma della vera e propria frustrazione. Chi aveva riacquistato fiducia nel gioco grazie a Lord of Hatred si sente nuovamente abbandonato.
E questo è forse il danno più grande che Blizzard potesse fare: non partire male, ma rimontare brillantemente e poi ricascare negli stessi vizi di forma. La fiducia dei giocatori è una risorsa esauribile, e ogni passo falso costa più del precedente.
Cosa avrebbe potuto fare Blizzard
Le possibilità non mancavano. Death Awakening aveva un potenziale narrativo e meccanico enorme:
- Espandere i sistemi di Paragon introdotti con Lord of Hatred, aggiungendo nuovi glyph tematici legati alla morte e alla necromanzia
- Introdurre una modalità endgame che sfruttasse il nuovo tema, creando dungeon procedurali con meccaniche di permadeath opzionale
- Costruire una progressione stagionale che si intrecciasse con le classi esistenti in modo unico, invece di appoggiarsi su power fantasy generiche
Nulla di tutto questo sembra essere arrivato in forma soddisfacente. Quello che resta è una stagione che galleggia, bella da vedere forse, ma priva di quella sostanza che aveva ridato senso all'intero progetto.
Il verdetto
Diablo 4 non è un gioco finito, e Blizzard ha dimostrato di saper correggere il tiro quando vuole. Lord of Hatred ne è la prova vivente. Ma la Season of Death Awakening è un promemoria doloroso di quanto sia facile dilapidare il capitale di goodwill accumulato con fatica. Il problema non è che la stagione sia brutta in senso assoluto: è che, dopo un'espansione di quella qualità, il confronto è impietoso.
Speriamo che Blizzard ascolti il feedback — lo fa, quando la situazione diventa abbastanza rumorosa — e che la stagione successiva torni a prendere sul serio l'eredità di Lord of Hatred. Perché Diablo 4, quando funziona davvero, è ancora uno dei migliori nel suo genere. E sarebbe un peccato sprecare di nuovo tutto quel potenziale.
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