Claude Guillemot morto: l'uomo che ha costruito Ubisoft
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Un pezzo di storia del gaming se ne va
Ci sono notizie che arrivano e ti lasciano senza parole. La morte di Claude Guillemot, co-fondatore di Ubisoft e presidente della Guillemot Corporation, è una di quelle. L'uomo è deceduto a 69 anni in un incidente aereo, come riportato da PC Gamer. Una tragedia improvvisa, brutale, che chiude un capitolo fondamentale nella storia dell'industria videoludica mondiale.
È facile, in questi giorni in cui Ubisoft fa notizia soprattutto per crisi finanziarie, ristrutturazioni e titoli accolti tiepidamente dal pubblico, dimenticare cosa rappresenta davvero il nome Guillemot. Ma basta tornare indietro di qualche decennio per ritrovare una storia straordinaria.
Chi era Claude Guillemot
Claude era uno dei cinque fratelli Guillemot che, nel 1986, fondarono Ubisoft in un piccolo comune della Bretagna, in Francia. Cinque ragazzi con una visione chiara: portare i videogiochi nelle case di tutti, in un momento in cui il mercato europeo era ancora acerbo e frammentato. Quello che costruirono nel corso dei decenni successivi è diventato uno degli studi di sviluppo e publisher più grandi del pianeta, con franchise iconici come Assassin's Creed, Far Cry, Rayman e Prince of Persia.
Claude, nello specifico, ha guidato la Guillemot Corporation, la holding di famiglia che ancora oggi detiene una quota significativa di Ubisoft. Non era la faccia più pubblica dell'azienda — quel ruolo spettava principalmente al fratello Yves — ma il suo contributo alla struttura finanziaria e strategica del gruppo è stato determinante. Senza di lui, probabilmente, Ubisoft non avrebbe avuto la solidità per resistere alle crisi e continuare a crescere.
Una perdita che va oltre il business
Voglio essere diretto: questa notizia mi colpisce in modo particolare, e credo che dovrebbe colpire chiunque ami i videogiochi con un minimo di senso storico. Siamo in un periodo in cui è diventato quasi uno sport nazionale criticare Ubisoft — e spesso con ragioni valide, per carità — ma questo non dovrebbe farci perdere di vista il lascito enorme di chi ha contribuito a fondare l'industria che amiamo.
I fratelli Guillemot appartengono a quella generazione di pionieri europei del gaming che, senza capitali enormi né il supporto di grandi corporazioni alle spalle, hanno scommesso tutto su un mercato che molti ancora non prendevano sul serio. Hanno perso soldi, hanno rischiato di fallire più volte, hanno lottato per mantenere l'indipendenza di fronte a tentativi di acquisizione ostile. E hanno vinto.
Il momento peggiore per una notizia del genere
C'è anche un aspetto più amaro da considerare. Ubisoft sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia: vendite deludenti, tagli al personale, dubbi sul futuro di diversi franchise. In questo contesto, perdere una delle figure fondatrici è un colpo ulteriore, non solo emotivo ma anche simbolico.
La domanda che rimane nell'aria — e che probabilmente rimbalzerà nelle prossime settimane tra analisti e appassionati — è se la famiglia Guillemot riuscirà a mantenere la sua influenza sull'azienda in un momento così delicato. La Guillemot Corporation è ancora un azionista rilevante, e la stabilità di quella presenza ha sempre rappresentato un argine contro derive puramente speculative. Con Claude venuto meno, qualcosa nell'equilibrio di potere potrebbe cambiare.
Ricordare chi costruisce, non solo chi distrugge
In un'industria che sembra ossessionata con il presente immediato — il lancio di questa settimana, lo scandalo di domani, il crollo del titolo in borsa dopodomani — è necessario ogni tanto fermarsi e guardare indietro. Claude Guillemot era uno di quei costruttori silenziosi che rendono possibile tutto il resto.
Non ha fatto la copertina di Rolling Stone. Non ha tenuto keynote infuocate. Non è diventato un meme su Twitter. Ha fatto qualcosa di più difficile e meno glamour: ha gestito numeri, ha preso decisioni strategiche nell'ombra, ha tenuto insieme una struttura familiare e imprenditoriale che ha resistito per quarant'anni in uno dei mercati più volatili che esistano.
- 1986: fondazione di Ubisoft in Bretagna con i fratelli
- Anni '90-2000: espansione internazionale e primo grande successo
- 2004: resistenza all'acquisizione ostile di Vivendi
- Oggi: la Guillemot Corporation rimane azionista di riferimento
Alla famiglia Guillemot vanno le condoglianze di tutta la community gaming italiana. Claude aveva 69 anni. Troppo pochi, per uno che aveva ancora tanto da costruire.
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