Call of Duty fuori dal Game Pass Day One: una mossa che cambia tutto

Il castello di carte di Microsoft sta tremando?
Quando Microsoft acquisì Activision Blizzard per la cifra monstre di 69 miliardi di dollari, uno degli argomenti più forti — quasi uno slogan — era che Call of Duty sarebbe arrivato su Game Pass dal primo giorno. Era la promessa più seducente, il cavallo di battaglia con cui Phil Spencer aveva convinto (non senza fatica) i regolatori di mezzo mondo a dare il via libera all'operazione. Eppure, come riportato da Eurogamer, Microsoft starebbe seriamente valutando di fare un passo indietro proprio su quel punto.
Se la notizia venisse confermata, saremmo di fronte a uno dei dietrofront più clamorosi della storia recente del gaming. E no, non è una questione tecnica o di policy: è una questione di fiducia.
Perché Microsoft potrebbe fare questo passo
Chiariamolo subito: capisco la logica di business che c'è dietro. Call of Duty non è un gioco qualunque. È un franchise che genera miliardi ogni anno, con una base di giocatori che acquista puntualmente ogni capitolo al day one, spende cifre importanti nei battle pass e nei pacchetti cosmetici, e lo fa da decenni. Inserirlo nel Game Pass senza costi aggiuntivi significa potenzialmente cannibalizzare vendite dirette che valgono centinaia di milioni di dollari.
Dal punto di vista puramente finanziario, la mossa avrebbe una sua razionalità. Microsoft ha bisogno di dimostrare che il Game Pass è un modello sostenibile, e includere un titolo dal costo di sviluppo così elevato rischia di pesare enormemente sui margini. Gli abbonamenti non sono una gallina dalle uova d'oro infinita, e i conti devono tornare.
Ma allora a cosa serviva l'acquisizione?
Eccola, la domanda che brucia. Se Call of Duty non è più incluso nel Game Pass dal day one, cosa rimane della narrativa con cui Microsoft ha giustificato un'acquisizione da record? La società di Redmond aveva costruito l'intera architettura comunicativa dell'affare attorno al concetto di valore aggiunto per gli abbonati. Togliete quel pilastro e l'edificio perde senso.
I giocatori che si sono abbonati a Game Pass proprio in vista dell'arrivo di Black Ops 7 e dei futuri capitoli della saga si troverebbero davanti a una promessa non mantenuta. E nel 2026, in un mercato dove la fiducia dei consumatori è già messa a dura prova da live service deludenti, battle pass aggressivi e annunci fasulli, un simile segnale avrebbe un peso specifico enorme.
Il problema più grande: il precedente
Quello che mi preoccupa di più, da osservatore del settore, non è tanto la singola decisione su Call of Duty. È il precedente che verrebbe a crearsi. Se Microsoft — la stessa azienda che ha spinto con forza il modello in abbonamento come alternativa agli acquisti singoli — inizia a fare marcia indietro sui titoli più importanti del proprio catalogo, cosa impedisce ad altri publisher di fare lo stesso?
Il Game Pass ha cambiato il modo in cui molti di noi si approcciano ai videogiochi. Ha democratizzato l'accesso a titoli di qualità, ha permesso di scoprire giochi che altrimenti non avremmo mai comprato. Ma funziona solo se i contenuti promessi arrivano davvero. Un abbonamento senza i titoli di punta è come una pay-tv senza i campionati di calcio: formalmente esiste, ma perde tutta la sua ragione d'essere.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Al momento si tratta ancora di indiscrezioni e ragionamenti interni, non di annunci ufficiali. Microsoft non ha confermato nulla e sarebbe ingenuo trattare questo report come un fatto compiuto. Detto questo, il fatto che queste riflessioni emergano a pochi mesi dall'uscita attesa di Call of Duty: Black Ops 7 non è casuale. Qualcosa si sta muovendo.
- Se Microsoft rimuove il Day One per CoD, aspettatevi una reazione durissima dalla community
- Potrebbe emergere un modello ibrido: Game Pass Ultimate con CoD incluso a un prezzo più alto
- Sony, dal canto suo, osserverà con grande interesse qualsiasi passo falso
- I regolatori che hanno approvato l'acquisizione potrebbero avere qualcosa da dire, visto che il Day One su Game Pass era parte degli impegni presi
La mia opinione, senza giri di parole
Rimuovere Call of Duty dal Game Pass Day One sarebbe un errore strategico oltre che un tradimento nei confronti degli abbonati. Microsoft ha costruito la sua identità degli ultimi anni attorno all'idea che il Game Pass fosse la risposta a un mercato sempre più costoso e frammentato. Fare un passo indietro su un titolo così simbolico significherebbe ammettere che quel modello, almeno nella sua forma attuale, non regge il confronto con la realtà economica.
Capisco le pressioni finanziarie. Capisco che 69 miliardi di dollari non si recuperano con un abbonamento da 15 euro al mese. Ma esistono modi per rendere il modello più sostenibile senza rinnegare le promesse fatte. Altrimenti, a che serve avere il franchise più venduto al mondo se poi non riesci a farne il simbolo della tua piattaforma?
I prossimi mesi ci diranno molto su dove sta andando Microsoft. E, in un certo senso, su dove sta andando l'intera industria.
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